Yoga ed «energia»: suggestioni, ambiguità e qualche riflessione critica

«Energia» è una delle parole chiave dello yoga contemporaneo. Tutti la usiamo, tutti ne siamo affascinati e tutti le attribuiamo ogni sorta di significati, spesso senza renderci conto della complessità e del carattere problematico che essa sottende:

“Sento l’energia che scorre ”; “Ho un blocco energetico”; “Assorbite l’energia della terra”; “Le mudrā sigillano l’energia”; “In quest’āsana riesco a sentire le linee di energia”; “Bisogna portare l’energia verso il canale centrale”; eccetera, eccetera.

SEMINARIO YOGA

Prâṇâyâma, teoria e pratica

Yoga-Sûtra di Patañjali: Teoria della trasformazione

Gianfranco Del Moro e Marco Passavanti

21-25 LUGLIO 2016

CASA CARES, REGGELLO (FI)

 

e l'incontro della mia vita con il viniyoga

 

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Anni fa, al Monastero Buddhista Santacittarama in provincia di Rieti ho trovato un pieghevole informativo su un corso di formazione insegnanti yoga.
Il corso risultava organizzato dall'AYCO, una sedicente Accademia yoga di consapevolezza.
E, scorrendo le righe del pieghevole, la maggiore enfasi era proprio dedicata alla consapevolezza.

Non avevo mai pensato seriamente di frequentare una scuola di yoga per insegnanti. Intanto, perchè non ho mai concepito di utilizzare lo yoga o l'insegnamento di qualsiasi cosa di mia conoscenza, come un lavoro, una fonte di reddito. Le volte che in passato mi sono trovato ad insegnare yoga o meditazione o l'apicoltura, o meglio, a condividere con altri quello che so o che ho sviluppato, è stato sempre a titolo gratuito, a livello di condivisione, appunto.

E invece, le FAQ

Allora fai yoga? 
Beata te, sei una persona molto rilassata allora.
Sei anche insegnante? (scrutando il corpo con espressione di dubbio
Vini..che? Ah come il vino. Mai sentito.
Krishnama-che? Hare Krishna? 
Il maestro di Iyengar, ok. Lui sì che lo conosco. 
Ah fai yoga. Per quello che sei così bona! (grazie di esistere, NdR)

Mi capita spesso, nelle circostanze più disparate, di sentirmi rivolgere la fatidica domanda: “Ma tu che tipo di yoga pratichi?”. Rispondere a questa domanda, all’apparenza così semplice e banale, si rivela a volte un’impresa temeraria e ardita, impresa che spesso conduce me e i miei interlocutori in fittissimi gineprai ermeneutici (quanto mi piace usare ‘sto termine!) e in altrettanto fitte discussioni su cosa sia lo yoga, su quale sia la sua storia, su quanti e quali siano i tipi di yoga, eccetera. A chiusura della discussione (che il più delle volte è stata purtroppo un dialogo tra sordi) mi capita spessissimo di sentire questa frase: “Sì certo, esistono tanti tipi di yoga, ma in fondo lo yoga è uno!”. L’avrò sentita ripetere in tutte le salse e da decine di persone, e per molto tempo ho ritenuto ingenuamente che fosse vera e inconfutabile. Se tanta gente ci crede, dovrà essere per forza giusta.

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